Profilo | Devis Ravanelli

Il colpo di fulmine scatta all’età di sei anni durante una puntata della trasmissione Grand Prix all’interno della quale trasmettevano un servizio sul campionato mondiale rally.

Immagini che riprendevano una vettura durante un dosso, affrontato a velocità pazzesca su fondo sterrato, fecero scattare in me quella molla che ancora oggi mi tiene legato a questo magico sport.

Da quel lontano giorno mossi poi i primi passi nella corte di casa con la vettura di mio padre che fu il primo a coronare il sogno di poter stringere un volante tra le mani (anche se era quello di una vettura stradale).

La passione per la guida continuava a crescere in me e l’aver vicino a casa due eventi sportivi di elevato prestigio come il Rally San Martino di Castrozza e la Cronoscalata Trento-Bondone mi spinsero ulteriormente all’avvicinamento verso l’automobilismo sportivo.

Ricordo come se fosse ieri quel passaggio sulla speciale del Manghen in notturna dove le luci delle fanalerie supplementari ed il colore dei dischi dei freni incandescenti regalavano un’atmosfera magica a tutto il paesaggio immerso in un silenzio turbato solamente dall’incantevole rombo dei motori.

Semplicemente ne rimasi folgorato e, in quello stesso istante, mi ripromisi che prima o poi sarei riuscito nell’intento di parteciparvi.

Il mio primo idolo fu, senza dubbio, il conterraneo Renato Travaglia che ebbi la fortuna di conoscere personalmente e di affiancare, sulla indimenticabile Peugeot 306 Maxi, nell’edizione del cinquantenario della Cronoscala Trento-Bondone grazie agli oltre 2.700 tagliandi che raccolsi in quindici giorni per un concorso che lo vedeva come premio principale.

Se ci penso ancora oggi mi viene la pelle d’oca per quella scarica di adrenalina che ho provato a fianco di un pilota che di certo non ha bisogno di presentazioni.

Sempre più sicuro sulla strada da percorrere affrontai, su consiglio di Travaglia stesso, il corso ufficiale CSAI a Vallelunga.

Il costo di quei quattro giorni, abbastanza incisivo e che ha richiesto mille sacrifici,  mi ha permesso di ricevere gli insegnamenti di nomi di spicco del panorama nazionale ed internazionale come Piero Liatti, Alex Fiorio, Giacomo Ogliari per la guida e Max Sghedoni per la parte riguardante le note.

Alla fine del corso, su sette partecipanti (tra i quali solo in due non avevamo precedenti esperienze agonistiche), finì per essere votato il migliore provando una gioia indescrivibile.

Grazie all’aiuto di qualche sponsor e di tanti amici sono riuscito a mantenere quella promessa fatta a me stesso tanti anni prima nella notte del Manghen.

Ero ai nastri di partenza del Rallysprint del Sagittario 2004.

DEVIS RAVANELLI